mercoledì 13 novembre 2019

La zitella curiosa

di Cristina Ortolani

 

La vita allegra di Maria Teresa Badioli (1923-2010), insegnante di scienze e - come lei stessa amava definirsi - 'zitella' curiosa

 

Sempre pronta a cogliere il lato migliore di ogni cosa, Maria Teresa Badioli guarda il mondo con la sua intelligenza ironica, liquidando con una scrollata di spalle gli anni che passano, e che sembrano regalarle ogni giorno un sovrappiù di lieve saggezza. Una disposizione d’animo che contagia gli amici, di vecchia o nuova data, i quali affollano i pomeriggi della sua villetta a due passi dal mare, certi di trovare almeno un minuto di buonumore, una scorta di allegria da serbare e portare con sé.

Nata a Pesaro nel 1923 da Saturno, costruttore che con la ditta di famiglia ha contribuito in modo rilevante a dare forma alla Pesaro che tutti noi conosciamo, e da Emilia Barbanti, dei Barbanti di Montecchio (Sant’Angelo in Lizzola), Maria Teresa Badioli ha visto mutare la sua città nel corso degli anni, registrandone con occhio arguto e memoria davvero prodigiosa ogni più piccolo respiro. Dettagli e particolari che, da studiosa di scienze naturali, ha classificato attentamente a formare una sorta di wunderkammer, quasi un gigantesco erbario dove al posto di piante e fiori si alternano sabbie e cartoline illustrate, ritagli di giornale e frammenti di vecchi muri, fotografie, bottoni, cappelli, bambole Lenci… insomma, una miriade di oggetti, tenuti insieme dal filo di una vita all’insegna della curiosità.

Dopo le elementari alla scuola “G. Perticari”, Maria Teresa Badioli si diploma con ottimi voti al Liceo classico “T. Mamiani”, dove ha per insegnanti, tra gli altri, i due Scevola Mariotti (oggi tra le sue più care amiche c’è Eleonora, figlia di Scevola sr. e sorella di Scevolino). Proprio con gli ex allievi del “Mamiani” Maria Teresa ha mantenuto stretti contatti: non si contano i raduni che, con grande pazienza, ha organizzato nel corso degli anni, a partire da quello del 1984 per il centenario del glorioso istituto scolastico.

Nel 1942 si iscrive alla facoltà di Scienze naturali dell’Università di Bologna: la guerra ritarda il completamento degli studi, e Maria Teresa si laurea nel 1950; documenti e cimeli del suo periodo universitario sono stati donati all’archivio storico dell’Università di Bologna ed esposti, come la feluca, al bolognese Museo Europeo degli Studenti – MEUS (ex Museo degli Studenti e della Goliardia). Eravamo una decina di studenti, ricorda, e a differenza di altre facoltà c’erano parecchie donne, forse perché si trattava di un tipo di studi che avviava all’insegnamento.

Subito dopo l’università, nel 1951 Maria Teresa Badioli è inviata dall’Ispettorato Agrario di Pesaro a Talacchio (Colbordolo) e Montemaggiore al Metauro, a tenere dei corsi di Economia domestica rurale, applicando quanto aveva appreso a Firenze presso l’Istituto Agrario Femminile “Giuseppina Alfieri Cavour”. Le campagne già cominciavano a spopolarsi, e per frenare questa tendenza si insegnava alle ragazze come tenere la casa, come accudire gli animali, insomma, tutto ciò che poteva essere utile a una gestione della vita domestica improntata a criteri moderni e più corretti anche dal punto di vista sanitario. I corsi duravano una ventina di giorni, e mi ricordo che a Montemaggiore ho visitato e fatto ripulire tutte le stalle del paese: siccome arrivavo dalla città, ed ero l’incaricata dell’Ispettorato Agrario, insomma, quasi una personalità, mi avevano sistemato a dormire nell’unica casa dotata di un gabinetto… A Talacchio, invece, abitavo presso i signori Giacomini.

Nel 1952 Maria Teresa, che ha sempre vissuto e lavorato nella sua città d’origine, comincia la sua carriera di insegnante, conclusasi dopo trentasette anni, in gran parte trascorsi presso l’Istituto magistrale “E. L. Morselli” (salvo un breve intermezzo al Liceo scientifico “G. Marconi, nei difficili anni della contestazione giovanile); amatissima dai suoi studenti, ha spiegato a diverse generazioni i segreti di piante e animali, educandoli, come è scritto nella motivazione del premio Una provincia di apifarfalle, attribuitole dalla Provincia di Pesaro e Urbino nel 2005, al rispetto dell’ambiente.

Sportiva di prim’ordine, il suo carnet conta più di venti medaglie: da segnalare la partecipazione al Campionato di tennis femminile del settembre 1940; tra le ventiquattro discipline sportive praticate nel corso degli anni, Maria Teresa Badioli annovera anche il tiro a segno, il tiro con l’arco e il lancio del giavellotto, che affiancano il tennis, praticato sin da giovanetta a livello agonistico nazionale, lo sci (discesa e fondo), e il pattinaggio, a rotelle, su ghiaccio e, a settantatre anni, provato anche con i pattini in linea (i roller).

Un discorso a parte merita il nuoto: dal 1942 fino a pochissimi anni fa, Maria Teresa Badioli è stata infatti tra gli intrepidi pesaresi che sfidano il freddo con i bagni d’inverno. Ero solita fare il bagno al mare nel giorno del mio compleanno, il 29 novembre: nel 1979, al Porto, la temperatura dell’acqua era di 7° C, consultando le schede dove meticolosamente riporta la temperatura dell’acqua di ogni nuotata novembrina. Ho sempre amato molto il mare, in tutti i suoi aspetti: ho praticato anche la vela e il windsurf, e nel 1978 mi sono imbarcata come mozzo per la pesca costiera e traffico sul peschereccio Cigno, prendendo parte a una giornata di pesca a strascico insieme con i marinai. Ho anche collaborato con il Laboratorio di biologia marina e pesca di Fano, collegato all’Università di Bologna: nel 1942 il fondatore del laboratorio, il professor Andrea Scaccini, mi ha nominato responsabile delle attrezzature, che in tempo di guerra erano state nascoste in diversi luoghi di Fano.

Fino al 2009 Accademico ordinario dell’Accademia agraria di Pesaro, nel 1970 Maria Teresa è tra i fondatori del Gruppo naturalisti pesaresi, attivo fino a pochi anni fa; tra le associazioni che la vedono protagonista c’è poi il Gruppo micologico pesarese (anche se, commenta, a me piaceva più che altro camminare nella natura, e i funghi li trovavo soprattutto per la fortuna del principiante!), ed è grazie alla sua intraprendenza che l’Ispettorato Agrario di Pesaro ha attrezzato, nel 1951, il proprio laboratorio di analisi: lì mi dedicavo all’analisi dei terreni, un’attività molto importante per l’agricoltura.

Appassionata collezionista di sabbie (circa tremila campioni provenienti da tutto il mondo), Maria Teresa Badioli ha donato nel 2001 la sua raccolta al Museo di Cantiano.

La sua passione filantropica l’ha portata inoltre, nel 1974, a essere tra i fondatori della sezione pesarese dell’Associazione Italiana Leucemie; per circa dieci anni, tra il 1948 e il 1958, Maria Teresa è stata anche dirigente dell’Azione Cattolica, alla quale sono arrivata, precisa, attraverso l’esperienza della FUCI (Federazione Universitari Cattolici Italiani).

Quante cose ho fatto!? si domanda quasi sorpresa dalla vastità dei suoi stessi interessi al termine della nostra conversazione. Molte, davvero. Una su tutte: non si può dire che Maria Teresa Badioli non abbia fatto buon uso del suo tempo. Tanto per dire, oggi i suoi ricordi appaiono con regolarità sui quotidiani locali, e non sono pochi i ricercatori che fanno appello alla sua memoria per conferme, notizie e spunti di vario genere specialmente legati alla storia della sua città.

 

Prima di salutarci le chiediamo: qual è il tuo fiore preferito, dopo una vita trascorsa in perfetto accordo con la natura? Tutte le erbe spontanee, ma… la margheritina del campo, direi. E’ così semplice, eppure… anche da un filo d’erba si può far conoscere Dio. Già, Dio: volentieri lasciamo l’ultima parola a quello che è stato il Grande Amico di Maria Teresa, e che l’ha accompagnata durante tutta una vita, come dice lei, da signorina.

 

La definizione di "Mary Poppins della scuola pesarese" è di don Giuseppe Rovea, che a Maria Teresa Badioli dedicò un articolo sulla rivista "La scuola e l'uomo".

 

Questo testo è stato composto per il volume Regine, pubblicato da CNA Pesaro e Urbino nel 2010, e rielaborato per il n. 1 della rivista "Promemoria".

 

 

 

Maria Teresa Badioli, le immagini

Pesaro, 1924. Maria Teresa Badioli all’età di un anno. Sullo sfondo, i materiali da costruzione della ditta paterna
Pesaro, 1940. Maria Angeli vedova Barbanti, nonna materna di Maria Teresa Badioli
Pesaro, anni Trenta del '900. Maria Teresa Badioli con la madre Emilia Barbanti
Firenze, Istituto Agrario Femminile “Giuseppina Alfieri Cavour”, 12 novembre 1951. Maria Teresa Badioli con alcune colleghe studentesse durante il Corso di economia domestica rurale

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