mercoledì 13 novembre 2019

Alcune notizie sul Circolo ARCI di Santa Maria dell'Arzilla

di Gilberto Giangolini

 

 

 

Il 2 Aprile 1913 una signora, rimasta vedova dodici anni prima vende, per il prezzo di 500 lire, un piccolo appezzamento di terreno di appena 160 metriquadrati (quindi per 3,125 lire al mq.) a un gruppo di otto persone domiciliate in Arzilla di Candelara costituitisi in Società Cooperativa di Consumo.

 

I Soci sono: MERCANTINI GIUSEPPE, MERCANTINI LUIGI, GASPARELLI CELESTE, BETTI CARLO, GENERALI ANTONIO, GIANGOLINI SETTIMIO, GIANGOLINI MARIANO.

 

Dai documenti risulta che detti Soci costruiscono, sul piccolo appezzamento di terreno che costeggia sul lato ovest il tratto di strada che dal guado sul torrente Arzilla porta all’incrocio con le strade per Pesaro e Fano, un capannone per il quale, essendo privi di denaro, contraggono un debito cambiario di circa 4.150 lire.

 

La nuova costruzione, censita come capanno di piani 1 e vani 3 risulta essere in tassa dal 1 Agosto 1915 ma già due anni dopo, l’8 Luglio 1917, a seguito di transazione, avendo la cooperativa sortito esito negativo e avendo il creditore minacciato gli atti coattivi a tutti i Soci che avevano accettato la cambiale, dopo una serie di trattative il fabbricato costruito dalla cooperativa viene ceduto alla stima di 3.915 lire. Lo stesso giorno, il nuovo proprietario acquista, ancora dalla vedova di cui sopra, una lista di terreno di 130 metriquadrati retrostante il capanno al prezzo di 150 lire (1,154 lire al mq. circa).

 

In seguito l’immobile viene adibito, almeno parzialmente, ad abitazione del figlio del proprietario, quasi certamente a partire dal 1925, anno in cui lo stesso contrae matrimonio.

 

Dai racconti ascoltati parte del fabbricato risulta essere stata, seppure temporaneamente, sede della locale scuola elementare, anche se la memoria degli anziani non ci consente maggior precisione per ciò che riguarda le date.

 

Nonostante il passaggio di proprietà, e la differenziazione dell’uso dei locali, è da supporre che tra 1917 e 1934, parte dell’edificio sia comunque destinata ad uso ricreativo, anche se non ci è dato di sapere se ciò sia avvenuto in maniera continuativa o con pause di inattività più o meno lunghe.

 

L’ 8 Aprile 1934 il locale è ceduto per la somma di lire 6.000 alla Confederazione Nazionale dei Sindacati Fascisti dell’Agricoltura. L’ipotesi che possa essersi trattato di una cessione non precisamente volontaria, oltre che suggerita dai racconti degli anziani, pare confermata da una serie di riferimenti legislativi relativi alla liquidazione dei Consorzi e delle Associazioni di Cooperative agli (?) Enti di Consumo eretti in corpo morale, ma soprattutto da una frase riportata sul modello 1 allegato alla prima planimetria catastale esistente dell’immobile, redatta in data (28-12?) 1939. Su tale modello di “Accertamento generale della proprietà immobiliare urbana” si precisa che l’unità immobiliare di piani 1 e vani 3 è ubicata al civico 24, è realizzata in muratura, è destinata a dopolavoro rurale, è fornita di impianto di acqua potabile e di luce elettrica, è tenuta in uso da dopolavoro di Candelara con contratto di affitto libero con canone annuo di fitto di lire 10 e, al quesito su come pervenne il possesso, il dichiarante (la Confederazione Fascista dei Lavoratori dell’Agricoltura) specifica: dalle disciolte leghe rosse, mediante apposita legge.

 

Nel 1945, al termine della seconda guerra mondiale, l’edificio come le altre proprietà delle disciolte confederazioni dei lavoratori di epoca fascista, viene presa in possesso dall’Ufficio stralcio delle suddette confederazioni, tuttavia, dagli atti risulta che l’immobile, a far data dal 1945, è occupato a titolo gratuito dalla cooperativa “Casa dei lavoratori P.Fastigi” che vi ha eseguito a proprie spese lavori di manutenzione.

 

In data 3 Marzo 1961 la Cooperativa “Csa dei lavoratori P.Fastigi” acquista i locali per la somma di 890.000 lire, per poi rivenderli, appena cinque mesi dopo (il 5 Agosto 1961), alla “Casa dei lavoratori di Santa Maria dell’Arzilla”, Società Semplice composta da Bellucci Ottanzio, Pellegrini Guido e Cecchini Guerrino.

 

Nel 1966 viene quasi totalmente demolita la struttura originaria al fine di effettuare l’ampliamento dei locali che sono portati alle dimensioni attuali: le opere sono realizzate grazie all’apporto di manodopera della domenica da parte dei soci stessi del “Circolo della Casa dei lavoratori di Santa Maria dell’ Arzilla”, mentre per far fronte alle spese per i materiali, il gruppo dei “Soci proprietari” viene ampliato con l’ingresso di 18 nuovi membri, e precisamente: Bellucci Lionello, Pellegrini Eugenio, Cecchini Solindo, Grigioni Primo, Tebaldi Aristide, Giorgi Aroldo, Scrilatti Fernando, Gorini Alfredo, Gorini Carlo, Rosati Antonio, Nespoli Paolo, Arcangeli Aldino, Bilancia Gaetano, Marangoni Paolo, Corsini Lineo, Della Martera Fiorino, Marchionni Virgilio, Tamburini Geminio.

Di nuovo con sottoscrizioni e per lo più con lavoro volontario dei soci, l’immobile viene ristrutturato nel 1992.

 

 
Testi rilasciati sotto la licenza Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo" 3.0 Italia
pesaromemolab - Comune di Pesaro - 2012-2014 - P .iva: 00272430414 - contatti - cookie policy - credits